Il segreto per una pelle più giovane potrebbe risiedere in microscopiche strutture epidermiche, chiamate creste, che condividiamo con i maiali e gli orsi grizzly, ma non con i topi e i primati solitamente usati negli studi di laboratorio. Queste creste, che mantengono la pelle più tonica e resistente, si formano dopo la nascita e non durante lo sviluppo fetale, come ipotizzato finora: la scoperta, pubblicata su Nature dai ricercatori della Washington State University, potrà aiutare lo sviluppo di nuovi trattamenti contro l’invecchiamento cutaneo, le cicatrici e malattie come la psoriasi.
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Le creste agiscono come un velcro biologico per ancorare lo strato esterno della pelle, l’epidermide, al derma sottostante, contribuendo a mantenere elasticità e resistenza. Man mano che queste creste si appiattiscono con l’età, la pelle diventa più sottile e più soggetta a cedimenti e danni. Nonostante la loro importanza, la ricerca è rimasta bloccata per decenni perché negli studi di laboratorio venivano usati i modelli animali sbagliati.
Grazie a nuovi esperimenti sui maiali, i ricercatori hanno verificato che le creste si formano dopo la nascita. Utilizzando tecniche avanzate di mappatura genetica, sono riusciti anche a identificare il ruolo chiave di una proteina (chiamata Bpm) che guida lo sviluppo delle creste e potrebbe essere sfruttata per stimolare il loro ripristino anche nella pelle adulta. “L’uso delle proteine Bmp è già stato approvato dalla Food and Drug Administration per applicazioni ortodontiche – spiegano i ricercatori – e questo apre la strada al loro impiego anche nella pelle anziana e nel trattamento delle cicatrici”.
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