
I continui rincari che si sono susseguiti dopo l’inizio del conflitto in Iran e dalla crisi in Medio Oriente, hanno spinto il Governo a un intervento sulle accise. Il 18 marzo 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge con l’obiettivo di contrastare l’aumento dei prezzi dei carburanti e proteggere così le famiglie e le imprese dalle manovre speculative non giustificate. Il provvedimento, firmato dal Presidente della Repubblica, stanzia risorse tra i 500 e i 600 milioni di euro.
Taglio di 25 centesimi su benzina e diesel
La misura più importante, attesa da milioni di automobilisti, è quella che riguarda la riduzione delle accise su benzina e diesel, attualmente allineate a 0,67290 euro al litro. Grazie al meccanismo delle accise mobili, il decreto prevede un taglio di 25 centesimi di euro al litro per un periodo di 20 giorni, estendibile qualora la situazione di crisi dovesse durare più a lungo. Per il GPL, invece, la riduzione è fissata a 12 centesimi.
Prendendo in considerazione l’effetto dell’IVA sulle accise, il risparmio effettivo per l’automobilista salirà a circa 30,5 centesimi di euro al litro. Questo intervento permetterà finalmente al diesel di scendere sotto la “soglia psicologica” dei 2 euro al litro: con una media delle ultime settimane di 2,103 euro, il prezzo alla pompa dovrebbe attestarsi intorno a 1,798 euro/litro. Secondo le stime effettuate dal Codacons, il risparmio si attesta sui 15,2 euro per un pieno da 50 litri.
Misure anche per trasporti e pesca
Oltre agli automobilisti privati, il decreto punta a tutelare la filiera logistica per evitare che i rincari del gasolio influiscano sui prezzi dei beni di consumo. Per il settore della logistica è stato introdotto un credito d’imposta straordinario del 28% sulla spesa sostenuta nel trimestre per l’acquisto di gasolio destinato a veicoli di categoria Euro 5 o superiore. Il settore ittico beneficerà di una misura simile: un credito d’imposta del 20% per sostenere le spese di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Sanzioni contro la speculazione
Un punto cardine del decreto è il meccanismo anti-speculazione, fondamentale affinché il taglio delle accise vada effettivamente a vantaggio dei cittadini e finisca per aumentare ulteriormente i margini dei petrolieri. Per tre mesi, delle compagnie petrolifere saranno obbligate a comunicare giornalmente al Ministero delle Imprese (Mimit) i prezzi consigliati che intendono applicare. In caso di mancata osservanza del divieto sono previste sanzioni pari allo 0,1% del fatturato.
La sorveglianza è affidata al Garante per la sorveglianza dei prezzi, detto comunemente “Mister Prezzi”, alla Guardia di Finanza e all’Antitrust. Eventuali manovre speculative, che – lo ricordiamo – sono reati, saranno denunciati alla magistratura. Al momento restano fuori dal decreto altre proposte come il tetto ai prezzi o il prelievo sugli extraprofitti dei concessionari autostradali.