
“Stiamo lavorando per
poter avere un europeo sulla superficie lunare”. Lo ha detto
all’ANSA Sara Pastor, responsabile del gruppo dei progetti
lunari dell’Agenzia spaziale europea, a margine dell’incontro
con l’equipaggio della missione Artemis II che si è svolto al
Centro europeo per la ricerca e la tecnologia spaziale (Estec)
dell’Esa, nei Paesi Bassi. “La data esatta dipenderà dagli
accordi tra l’Esa e i suoi Stati membri e la Nasa”, ha
sottolineato Pastor. “In questo momento, per arrivare con gli
astronauti sulla superficie lunare, dobbiamo ovviamente
procedere attraverso un accordo con la Nasa”. La responsabile
dell’Esa ha invitato intanto a valorizzare la “grandissima
opportunità” rappresentata dalla partecipazione dell’astronauta
dell’Esa Luca Parmitano ad Artemis III. La presenza
dell’italiano nella capsula Orion durante la missione, ha
osservato, “sarà fondamentale per preparare l’allunaggio”.
“Teniamocela stretta”, ha aggiunto.
Pastor ha quindi spiegato che il Modulo di servizio europeo
Esm-3, destinato alla Artemis III, “è già al Kennedy Space
Center” ed è impegnato nelle ultime fasi dei test integrati con
Orion, in preparazione della missione prevista nel 2027. Diversa
la fase di sviluppo di Argonaut, il lander cargo europeo
destinato al trasporto di materiali sulla superficie lunare.
“Argonaut è al momento nella fase di progettazione preliminare”,
ha precisato Pastor, spiegando che l’hardware già disponibile
riguarda gli elementi necessari per i primi test.
L’industria italiana avrà un ruolo rilevante in entrambi i
programmi, con “un forte coinvolgimento della Thales Alenia
Space per tutta la parte di struttura e di controllo termico del
Service Module e anche per la parte che provvede a dare le
taniche per l’acqua e anche l’aria che sono necessarie
assolutamente per la sopravvivenza degli astronauti”, ha
raccontato. Sono sempre italiani “i pannelli solari che
forniscono e distribuiscono anche l’elettricità a tutto il
veicolo, fatti dalla Leonardo” e quindi c’è “un grosso
coinvolgimento” dell’Italia. Su Argonaut poi “il coinvolgimento
è fortissimo – ha spiegato -: il primo contractor, quello che
gestisce tutta la missione è Thales Alenia Space con un grosso
coinvolgimento anche di piccole ditte satellite intorno a Torino
e anche da tutta l’Italia”.
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