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13.05.2023 In recensione, Tecnologia

La mia casa smart: troppe chiavi. Recensione serratura Welock con impronta

Sostituire ogni serratura delle porte di casa con una serratura smart, di quelle gestibili tramite cellulare o comunque senza portarmi dietro il peso di un mazzo di chiavi, è sempre stato il mio sogno. Lo so, mi accontento di poco, ma già il passaggio al keyless completo (lo smartphone è la chiave) con l’auto è stato un sollievo per me e, probabilmente, lo sarà anche per altri dato che tutto il mercato automotive si sta muovendo in quella direzione, qui un esempio recente di BMW…

In ambito domestico, invece, sembra che i costruttori siano specializzati nel non semplificarti la vita: le due porte blindate hanno ognuna due diverse serrature, quindi ben 4 chiavi. In più il cancello pedonale e quello carraio hanno due chiavi diverse fra loro (oltre al telecomando per quello carraio) e poi c’è un’ulteriore serratura tra il garage e il giardino… risultato?

Mezzo chilo di mazzo di chiavi, che faccio… lascio?

Senza contare quelle più piccole siamo già a 6 chiavi di cui due di dimensioni importanti e due telecomandi. Il mazzo inizia a diventare ingombrante. La strada per arrivare al keyless totale a casa mia è ancora lunga, ecco però il resoconto del primo passo con il primo acquisto…

Installazione: facile ed è tutto incluso

Installare Welock richiede di sostituire il cilindro esistente con quello fornito da Welock. A differenza di Yale Linus ad esempio, dove il sistema può adattarsi su cilindri già montati (ma su alcune porte bisogna acquistare comunque il cilindro Yale), qui la compatibilità è molto ampia perché ci sono due versioni: una “small” e una “large”. Questo significa che anche in situazioni dove il costruttore ha agito con il proverbiale metodo alla “membro di segugio” riuscirete ad adattare la serratura. Nel mio caso il problema era il poco spazio per il pomello, cosa che mi ha fatto optare per sicurezza sulla versione “mini” visto che la cornice interna non è perfettamente a filo (sporge di più) e non volevo aggiungere spessori.

  • TOUCH41 mini: porte con spessore da 30 a 70 mm
  • TOUCH 41: porte con spessore da 50 a 100 mm

Il sistema di Welock è un pezzo unico che rende più sicuro il tutto: la parte esterna (il nottolino con il lettore di impronte) non si può staccare o rimuovere, garantendo una maggior sicurezza. All’interno troviamo il pomello per l’apertura manuale e nel mezzo, quindi inaccessibili dall’esterno, le componenti integrate per gestire l’apertura elettronica.

L’installazione richiede massimo 10 minuti e tutti gli strumenti sono inclusi nella confezione. Il primo avvio prevede di registrare l’impronta digitale dell’admin e la confezione è fornita di sigilli che ci fanno capire subito se la serratura è stata usata da altri o manomessa, questo perché la prima impronta poi permetterà di registrare tutte le altre ed è per tal motivo che è sempre sconsigliato acquistare una Welock usata.

Il pomello esterno, quando la serratura è bloccata, gira sempre a vuoto. Riconosciuta l’impronta (o il tag RFID o l’account sul nostro smartphone tramite Bluetooth), il cilindro aggancia il pomello e permette di aprire la porta manualmente. Fatto questo la possiamo richiudere e, pochi secondi dopo, tutto torna a girare a vuoto rendendo impossibile l’apertura. Anche una porta molto sottile come la mia permette l’installazione sfruttando le regolazione minime. Per spessori maggiori, una mini brugola consentirà di allungare il cilindro regolabile.

Attrezzi inclusi nella confezioneConfezione con sigillo di sicurezza rassicuranteAmpia compatibilità
Richiede sempre la sostituzione del cilindro

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App: le funzioni ci sono, ma l’interfaccia è da migliorare

Welock è una serratura molto interessante perché permette di gestire i tag RFID o gli accessi condivisi, utili a chi fa un uso meno tradizionale; pensiamo a chi necessita di abilitare l’ingresso a un collaboratore domestico o a chi gestisce un B&B. Come ulteriore comodità aggiuntiva, si può scaricare il registro degli accessi, sincronizzandolo quando siamo nelle vicinanze della serratura se usiamo il Bluetooth oppure via Cloud se abbiamo acquistato il Gateway WiFi che connette la serratura a Internet.

Utilizzandola senza Gateway WiFi bisogna sottostare alla maggior lentezza e alle bizze del Bluetooth che ogni tanto fallisce. Se per voi registri e funzioni più evolute sono fondamentali, il consiglio è investire nel gateway wireless. Nel mio caso sarà un acquisto obbligatorio qualora decidessi di dotare anche le porte blindate di questa serratura. Per il momento non è fondamentale.

La versatilità di tale sistema si scontra con un’interfaccia che non si adatta bene a tutti gli smartphone e che ha ancora problemi di traduzione, oltre a non essere proprio la più intuitiva. In questo bisogna tirare le orecchie a Welock sperando che prenda queste parole come uno stimolo a migliorare: i concorrenti hanno interfacce più pratiche, più piacevoli e più intuitive e guidate.

Welock è compatibile con Android e iOS. Altra caratteristica interessante è che questa serratura, a differenza di altre, può essere usata anche senza app e quindi chi vuole qualcosa di “smart ma non troppo” può usarla avendo la comodità dell’impronta e dei tag RFID senza dover conoscere nulla di smartphone e applicazioni.

A prova di boomer… in senso positivo!

Sicurezza e rischi

La sicurezza della serratura dipende dalla vostra situazione di partenza visto che è il cilindro uno dei protagonisti principali in caso di tentata effrazione. Nel mio caso l’ho montata sulla porta di servizio che dal giardino fa accedere al garage e viceversa. Questo mi ha permesso di eliminare una chiave molto noiosa (la serratura si apriva solo con la chiave da entrambe le parti): ora dall’interno apro con il pomello e dall’esterno con l’impronta digitale, sempre girando il pomello. Significa che non devo avere le chiavi con me durante gli spostamenti in casa (ad esempio quando prendo gli attrezzi per il giardino) e, in termini di sicurezza, elimino dall’esterno un accesso che tramite classici grimaldelli sarebbe comunque semplice da affrontare da un malintenzionato con un minimo di esperienza.

Così facendo, l’eventuale ospite indesiderato dovrebbe necessariamente provare a spaccare la serratura o agire sull’intera porta, facendo molto più rumore e restando più a lungo sotto l’occhio (e l’orecchio) delle telecamere di sicurezza con sensore di movimento e di suoni.

In alternativa potrebbe tentare di hackerarla, ma si tratta di operazioni più complicate e non alla portata del classico topo da appartamento. Mettendo in sicurezza la rete e non condividendo con nessuno la password del WiFi (nella mia casa smart ho creato delle reti “ospiti” apposta), si è già un po’ più tranquilli. Qui abbiamo, oltre al protocollo WiFi, anche il protocollo Bluetooth che potrebbe essere aggirato con uno sniffer, operazione che però richiede una certa prossimità ed è complicata. Sul sito di Welock è disponibile un approfondimento a riguardo.

Come si comporta poi con la pioggia? Sul sito viene data come IP65 e nel mio caso la porta su cui è montata è completamente esposta all’acqua, quindi non ha un minimo di protezione. Dopo varie piogge abbondanti posso dire che funziona ancora, anche quando me la sono dimenticata rivolta verso l’alto e, la mattina, ho trovato un piccolo laghetto formatisi nella conca dove c’è il lettore d’impronte. Visto che da bloccata la maniglia gira sempre a vuoto, consiglio di rivolgere per sicurezza il lettore di impronte verso lil basso per avere una tranquillità in più. Il consiglio di Welock è di installarla per quanto possibile in una posizione protetta così da minimizzare i rischi.

Cosa succede se si scarica la batteria?

Welock ha pensato a due scenari per non lasciarvi fuori di casa. Il primo prevede l’utilizzo di una piccola chiave a brugola da lasciare fuori casa e da utilizzare per aprire il vano che contiene le batterie e cambiarle con quelle cariche. Poiché l’elettronica che gestisce il blocco è all’interno del cilindro, non c’è rischio a lasciare a chiunque l’accesso al vano batterie, e quindi basterà comprare tre pile AAA nuove e sostituirle. Quando non è alimentata, la serratura resta chiusa ed è impossibile aprirla anche usando l’impronta digitale.

L’altra possibilità di accesso non prevede l’uso di strumenti: si sposta la copertura in gomma impermeabile per accedere ad una presa microUSB alla quale collegare un powerbank il tempo necessario per sbloccare la serratura tramite smartphone. Da notare che la microUSB fornisce solo l’alimentazione alla radio Bluetooth e non è possibile usarla per ricaricare le batterie o per sbloccare la serratura tramite lettore di impronte digitali: si tratta di un’opzione di emergenza.

Anche in questo caso, chiunque può collegare un powerbank alla serratura, ma solo voi con il vostro telefono configurato in precedenza per autorizzare il vostro identificativo Bluetooth (o quello degli utenti abilitati, amici e parenti) potrete sbloccare la porta.

Le serrature con impronta digitale Welock partono da 189€ ma si può spesso approfittare dei codici sconto che permettono di risparmiare sul prezzo di listino.

Al momento è disponibile la promozione per la festa della mamma scendendo quindi a 139€ per la TOUCH41 utilizzando il codice THANKYOUMOM. e a 119€ per la serratura con tastierino (PCB41) con il codice TKMOM30. Tutte le promozioni sugli altri prodotti sono disponibili in questa pagina con i relativi coupon da utilizzare.

Articolo originale disponibile qui

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