
Un’avventura ‘epica‘: così i quattro astronauti di Artemis II hanno definito la loro missione, destinata a raggiungere l’orbita lunare. Sono arrivati a Cape Canaveral (Florida) e, dopo i rinvii dovuti ai problemi tecnici allo stadio superiore del lanciatore e nel pieno della riorganizzazione dei programmi di esplorazione annunciata dalla Nasa, ora sono concentrati in vista del lancio, in programma il primo aprile.
“Non penso ad altro”, ha detto il comandante Reid Wiseman della Nasa. Con lui sono pronti a volare e a collezionare primati il pilota Victor Glover, anche lui della Nasa e prima persona di colore a volare oltre l’orbita terrestre, la specialista di missione Christina Koch (Nasa), prima donna a volare verso la Luna, che considera partecipare a questa missione “un privilegio e una responsabilità incredibili”. L’altro specialista di missione è Jeremy Hansen, dell’agenzia spaziale canadese Csa, il primo non americano a volare verso la Luna.
A 54 anni dall’ultima missione Apollo, la numero 17 del 1972, i quattro astronauti sono pronti ad affrontare il viaggio che per dieci giorni li porterà nell’orbita lunare. Non toccheranno il suolo, in questa missione che la Nasa considera “dimostrativa“, e raggiungeranno punto più vicino alla superficie lunare al quinto giorno dal lancio. Potrebbero comunque mettere a segno un nuovo primato perché, a seconda dell’ora e del giorno in cui avverrà il lancio, potrebbero battere il record della distanza più lunga percorsa da un essere umano dalla Terra, stabilito nel 1970 dall’Apollo 13 con 400.171 chilometri.
Il razzo Space Launch System (Sls) è pronto sulla piattaforma 39B, una volta risolti i problemi tecnici relativi a una perdita di elio nello stadio superiore e che in febbraio avevano reso necessario riportarlo indietro dalla rampa di lancio all’edificio di assemblaggio, il Vehicle Assembly Building.
E’ pronta sul razzo anche la capsula Orion, chiamata Integrity e destinata a ospitare l’equipaggio. Su Orion c’è anche tanta Europa. E’ stato infatti realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea il secondo Modulo di servizio che fornirà energia e propulsione alla capsula e che agli astronauti assicurerà aria, acqua e il controllo della temperatura interna. E’ stato costruito da oltre 20 aziende in 10 Stati membri dell’Esa, compresa l’Italia con Thales Alenia Space (Thales-Leonardo), sotto la guida del contraente principale Airbus, il modulo è il risultato di quasi un decennio di lavoro.
Con i quattro astronauti, su Orion viaggerà anche Rise, l‘indicatore di gravità. Come sempre nelle missioni spaziali, è un pupazzetto colorato destinato a fluttuare all’interno della capsula nel momento in cui ci sarà assenza di peso. Il disegno, i colori e il nome si ispirano al sorgere della Terra osservato nel 1968 dall’orbita lunare, nella missione Apollo 8.
Il lancio è attualmente previsto alle 6,24 del primo aprile (le 00,24 italiane di giovedì 2 aprile), ma se fosse necessario un rinvio, per il maltempo o per motivi tecnici, sono previste altre cinque opportunità di lancio: (in ora italiana) alle 1,22 del 3 aprile, alle 2,00 del 4 aprile, alle 2,53 del 5 aprile, alle 3,40 del 6 aprile e alle 4,36 del 7 aprile. In caso di eventuali rinvii, gli astronauti resteranno in quarantena, dove sono entrati ormai dal 20 marzo, quando per la prima volta il razzo Sls era stato portato sulla piattaforma di lancio. Una nuova opportunità potrebbe esserci il 30 aprile.
Se non ci saranno sorprese, la mattina del primo aprile gli astronauti cominceranno a indossare le tute spaziali all’interno della struttura di collaudo e operazioni dedicata a Neil Armstrong, il primo uomo che ha camminato sulla Luna. Mentre procederà il conto alla rovescia, alle 14.45 italiane sono previste le operazioni di caricamento dei propellenti e alle 00,24 si procederà al lancio.
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