I primi bovini di grandi dimensioni pascolavano nelle praterie europee 4 milioni di anni fa. A raccontare la loro storia evolutiva sono alcuni antichi scheletri quasi del tutto completi appartenenti ad almeno 14 individui, che sono stati rinvenuti nel Nord-Est della Spagna, nel sito di Camp dels Ninots. Pesavano circa mezza tonnellata, meno della maggior parte delle specie bovine attuali ma più di qualsiasi altra di quell’epoca, e testimoniano dunque una fase intermedia nell’evoluzione dei bovini, guidata probabilmente dall’adattamento ai cambiamenti climatici. La scoperta si deve allo studio pubblicato sulla rivista Plos One e guidato dall’italiano Leonardo Sorbelli, del tedesco Leibniz Institute per la scienza dell’evoluzione e della biodiversità.
I fossili rinvenuti, straordinariamente ben conservati, appartengono alla specie Parabos tigneresi, una delle cinque specie simili ai bufali che abitavano l’Europa tra 5,3 e 3,6 milioni di anni fa. La loro anatomia suggerisce che vivessero prevalentemente in ambienti umidi e ricchi di vegetazione. Questi animali potrebbero rappresentare i primi membri della tribù dei Bovini, oppure gli ultimi rappresentanti di una linea evolutiva correlata, quella dei Tragoportacini, che furono poi soppiantati da bufali, bovini e bisonti. Saranno necessarie ulteriori analisi per chiarire con precisione la posizione di questi animali nella storia dell’evoluzione.
“I bovidi di Camp dels Ninots – affermano gli autori dello studio – sono tra i fossili più pregevoli del Pliocene europeo: ci hanno permesso di comprendere meglio la loro anatomia e, di conseguenza, l’ecologia dei primi bovidi di grandi dimensioni a popolare il continente. Lavorare su questi fossili – aggiungono – è stato al tempo stesso impegnativo e gratificante. L’eccezionale stato di conservazione e l’abbondanza dei resti ci hanno fornito una grande quantità di dati, un fatto unico per periodi geologici così antichi, e ci hanno aperto una nuova finestra sul nostro mondo prima dell’arrivo dell’uomo”.
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